“Forse nessuna regione italiana può vantare un artigianato popolare cosi vasto, originale multiforme come la Sardegna. Questo popolo, le cui infinite e millenarie forme di cultura non finiscono mai di sorprendere e di incantare, ha saputo fare dei molteplici oggetti dell’uso quotidiano, dal tappeto pregiato al più umile dei mestoli in legno intagliato, autentiche espressioni artistiche, testimonianza di una civiltà che affonda le sue radici nei tempi più remoti”.

Amelie Posse (1884-1957)


Ceramiche

“Ve n’è talvolta di un colore straordinario, con una vernice speciale che dà una patina singolare. Mi è capitato, tanto questa vernice trae in inganno, di crederle di bronzo o di rame brunito.”

Gaston Vuillier (1891)

La ceramica sarda, e l’artigianato sardo in generale, si affermano a livello nazionale in seguito alla fine della Grande Guerra. La ceramica sarda riflette la cultura dell’Isola in maniera sorprendente; frutto di una società semplice, alterna alla modestia di forme e colori di alcuni oggetti, una straordinaria ricchezza e vivacità per altri, fino a raggiungere vette di assoluta perfezione artistica come nel caso della “Brocca della Sposa”.

Oggi le tecniche di lavorazione della ceramica riprendono i modelli e le forme ereditate dalla dominazione spagnola, come i piatti finemente decorati con motivi animali, come la Pavoncella, vero simbolo dell’artigianato sardo.

Ceramiche sarde

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Sughero

"Usiamo il sughero per creare qualcosa di realmente unico, qualcosa che affonda nelle nostre radici e a cui siamo intimamente legati."

La quercia da sughero è un albero tipico della macchia mediterranea. Imponente e maestoso, ha come caratteristica principale quella di avere una doppia corteccia composta da milioni di cellule resinose che si stratificano di anno in anno. Il sughero è un materiale dalle proprietà uniche, grazie alle quali viene da sempre utilizzato per una svariata quantità di scopi.

Artigianato Pasella, circondato da immense foreste di quercie, si trova nel cuore della patria del sughero, a Calangianus, quella che può orgogliosamente considerarsi la capitale del sughero.

lavorazione del sughero

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Coltelli

La Sardegna è una terra ricca di giacimenti metalliferi, sfruttati sin dal periodo nuragico per la produzione di utensili da taglio per agevolare la vita del pastore e dell’agricoltore. Il passaggio da semplice utensile a gioiello vero e proprio ha richiesto tempo, ma si è compiuto appieno. Parlare di “Coltello Sardo” infatti, vuol dire parlare di autentiche opere d’arte.

Pattadese

La pattadese è caratterizzata da 4 elementi: la lama, il collarino, il manico ed i ribattini. La lama, che per tradizione viene forgiata dall’acciaio, trova la sua massima espressione nelle splendide lame damascate, ha una forma allungata e snella che la rende simile ad una foglia di mirto. Il collarino è l’anello metallico che congiunge la lama al manico, può essere realizzato con diversi metalli tra i quali argento e oro ed grazie alle sue fini decorazioni che spesso viene considerato esso stesso un autentico gioiello. Il manico della pattadese è tradizionalmente formato da due “guancette”  in osso di montone o di bovino. I ribattini infine, sono piccole viti che servono a tenere unite le due guancette all’anima in metallo, solitamente realizzate nello stesso metallo del collarino ma spesso l’artigiano arricchisce la propria creazione impreziosendola con ribattini in oro o titanio.

Arburesa

L’arburesa si caratterizza per la tipica lama a foglia di alloro con punta aguzza a mezzaluna, progettata in origine per facilitare la tosatura delle pecore. Il manico dell’arburesa tradizionale è “monolitico”, ossia composto da un unico osso, di montone, muflone o bovino, che si fissa alla lama tramite un perno molto robusto. L’arburesa originale non prevedeva l’utilizzo del collarino in quanto il manico in monopezzo non necessitava di essere assicurato ulteriormente alla lama, oggi pero è possibile trovare delle arburesi con il manico formato da due guancette impreziosite da splendidi collarini finemente incisi a mano.

Guspinesa

La guspinesa è caratterizzata dalla lama acuminata, un collarino spesso finemente decorato, il manico in monoblocco ed un perno centrale che assicura la lama al resto del coltello. La guspinesa ha avuto un ruolo di grande importanza nel periodo fra le due guerre, conquistandosi la fama di coltello diabolico nei feroci combattimenti corpo a corpo.


Tessuti

La produzione della tessitura tradizionale in Sardegna segue ancora oggi i ritmi e le tecniche imposte da secoli di storia. Oggi arazzi, tappeti, coperte e tovaglie che rappresentano caratteristici esempi di vita pastorale e campestre, sono considerati veri capolavori dell’arte povera sarda.

La lavorazione del ricamo è molto importante e merita senz’altro di essere annoverata fra i capolavori dell’artigianato sardo. Basti pensare alla raffinatissima tradizione nella lavorazione del lino a Buraschi, ai famosi filet realizzati su grandi telai mobili a Bosa, o ancora agli splendidi scialli di Oliena, autentici gioielli caratterizzati da elaboratissimi ricami in oro su motivi floreali.

tessuti sardi

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Gioielli

Gli artigiani sardi son maestri nell’arte del gioiello, modellano sapientemente l’oro argento e corallo integrando abilmente i motivi e lo stile tradizionale con forme fresche e moderne.

In Sardegna il gioiello è l’ornamento d’obbligo dei costumi femminili tradizionali: orecchini, collane, bracciali, spille, anelli e monili di diversa grandezza ispirati ai motivi tradizionali dell’artigianato sardo. Uno dei gioielli più famosi è la fede sarda, l’anello di fidanzamento realizzato in filigrana, in cui piccole perline d’oro vengono disposte a grappolo in un sincero augurio di fertilità e amore. Il bottone sardo è un altro gioiello tradizionale che arricchisce il costume sardo simbolo di fertilità, finemente lavorato in oro e argento, spesso arricchito con pietre dure o corallo, usato per chiudere i corpetti o nelle maniche delle camice. Il Cocco è un piccolo amuleto in onice racchiuso da due raffinate chiusure in argento. Solitamente veniva donato come regalo per il battesimo del neonato. Il suo ruolo infatti era quello, una volta legato vicino alla culla, di assorbire il malocchio. Secondo la tradizione il Cocco si sarebbe rotto una volta assorbito tutte le energie negative presenti nell’animo del suo possessore.

gioielli sardi


Legno

La lavorazione del legno ricopre da sempre una grande importanza per l’artigianato sardo. Le pregiate produzioni tradizionali, destinate principalmente all’arredo di interni e rustici, hanno le loro radici nella natura rurale e domestica del popolo sardo. Gli intagli, le incisioni e le decorazioni dei mobili in legno sardo sono esempi di come l’arte povera possa elevarsi a livelli eccelsi.

lavorazione del legno


Gastronomia

Per dare un quadro completo dell’artigianato sardo, non si può trascurare l’elemento enogastronomico che per la sue particolarità e caratteristiche così tanto legate all’isola porta con se il profumo ed il sapore della Sardegna.

In alcuni punti vendita dell’artigianato Pasella, è possibile trovare, liquori, pasta, pane, marmellate, mieli e altre gustose prelibatezze della tradizione culinaria sarda. Un’importanza particolare infine viene data al vino, massima espressione della storia e della cultura di ogni paese; oltre alle etichette sarde più note, l’Artigianato Pasella espone anche vini ricercati tipici e meno conosciuti della tradizione sarda.

prodotti gastronomici sardi